CAMORRA. Omicidio Caterino-De Falco, la difesa tenta di smontare le tesi dei procuratori della Dda

16 Novembre 2022 - 15:51

Alle battute finali il procedimento con rito abbreviato contro Zagaria, Iovine, Cicciariello & c. per i quali la Procura ha già invocato l’ergastolo.

CASAL DI PRINCIPE/SANTA MARIA CAPUA VETERE La difesa tenta di smontare le accuse mosse dalla Procura della Repubblica nei confronti degli imputati, accusati del duplice omicidio di camorra di Sebastiano Caterino e del nipote Umberto De Falco, avvenuto nell’ottobre del 2003 a Santa Maria Capua Vetere. Di quel delitto rispondono Michele Zagaria, Francesco Cicciariello Schiavone, Antonio Iovine, Enrico Martinelli, Giuseppe Caterino, Claudio Giuseppe Virgilio, Nicola Panaro, Bruno Lanza, Giuseppe Misso. Per tutti loro è, ormai alle battute finali, il procedimento penale con rito abbreviato in svolgimento nel tribunale partenopeo (Corrado

De Luca, Sandro e Agostino Moronese e Raffaelina Nespoli sono sotto processo, per il medesimo omicidio, con rito ordinario).

I sostituti procuratori della Dda di Napoli Simona Belluccio e Maurizio Giordano, nel corso della requisitoria davanti al gip Marcello

De Chiara del tribunale di Napoli, hanno già formulato le richieste di condanna chiedendo l’ergastolo per Michele Zagaria, Francesco Schiavone “Cicciariello”, Claudio Giuseppe Virgilio, Enrico Martinelli, Giuseppe Caterino Il duplice omicidio di camorra avvenne dopo la cosiddetta faida di Villa Literno tra i Bidognetti ed il gruppo Ucciero/Tavoletta. La fazione Schiavone del clan dei Casalesi si ricompattò intorno alla figura di Francesco Schiavone “Cicciariello”, da poco uscito dal carcere di Spoleto che, dopo aver assunto la direzione criminale della cosca, volle immediatamente riaffermare l’egemonia dei Casalesi nei confronti di chi ne avevano ostacolato l’ascesa; tra questi proprio Sebastiano Caterino che aveva costituito un gruppo autonomo di cui faceva parte anche Umberto De Falco.