CORONAVIRUS. A 6 mesi dalla chiusura delle scuole, il preside Suppa del liceo Diaz fa il punto sull’incertezza che incombe sull’inizio del nuovo anno

6 Settembre 2020 - 09:00

CASERTA – “Sono trascorsi sei mesi dalla chiusura delle scuole a causa dell’emergenza
epidemiologica da Covid 19, sei lunghi e intensi mesi durante i quali le scuole
hanno dovuto attivare la didattica a distanza, avviare lo smart working,
provvedere a effettuare disinfezioni e acquisti di vario genere, in vista anche
degli Esami di Stato e dell’avvio del nuovo anno scolastico, per tutelare la salute
degli studenti e del personale tutto.
Sei mesi, in particolare luglio e agosto, durante i quali abbiamo sentito soltanto
tante promesse, tante parole, tanti proclami e annunci e, alla fine, a meno di due
settimane dall’avvio delle attività didattiche, nulla o pressoché nulla per quanto
riguarda ulteriori docenti in organico, banchi monoposto, con o senza rotelle,
nuove aule o spazi aggiuntivi. Tanti, tuttavia, i questionari da compilare, durante
le torride giornate di agosto, volti a raccogliere richieste in merito ai bisogni in
termini di organico e spazi che, in massima parte, non hanno trovato riscontro.
Ma tant’è! L’anno scolastico deve assolutamente in qualche modo partire. Su chi
far ricadere a questo punto problemi e responsabilità? Sui Dirigenti Scolastici,
naturalmente, in nome di un’autonomia che viene tenuta ben custodita in un
cantuccio per essere evocata e rispolverata, di tanto in tanto, all’occorrenza,
soprattutto quando si ravvisa la necessità di assumere posizioni e decisioni
difficili e impopolari. Ma questa, si sa, è una vecchia storia che non fa nemmeno
più notizia e che si ripropone periodicamente.
Quest’anno, inoltre, partiamo con classi ancora numerose, nonostante il
problema epidemiologico imponga il distanziamento e il rispetto delle varie
normative. Più che mai, dunque, in fase di definizione degli organici sarebbe
stata opportuna una seria riflessione al fine di non costituire classi sovraffollate,
da evitare comunque, volendo garantire un’efficace azione formativa. Si parte,
inoltre, con tante altre criticità e problemi irrisolti quali, solo per citarne
qualcuno, il crescente numero di “lavoratori fragili”, che sarà un’ardua impresa
sostituire, il nodo dei trasporti, gli spazi e gli organici insufficienti. Non si è
neanche deciso di scaglionare l’avvio delle attività tra le scuole del primo e del
secondo ciclo, o di rinviarlo a dopo le elezioni regionali, ormai prossime, e
relative sanificazioni che imporrebbero e giustificherebbero uno slittamento.
Abbiamo erogato didattica a distanza per tre mesi lo scorso anno e ora si
sostiene l’improrogabilità della data del 14 settembre -che solo da qualche
giorno viene messa in discussione in alcune Regione-, unico punto fermo in un
paese in cui tutto è instabile e incerto e tutto vacilla. È diventata una sfida
politica, quella del 14, giocata sulla pelle degli alunni, delle famiglie e dei docenti.
Intanto i dirigenti, in questo scorcio d’estate, continuando a navigare a vista,
sperano in un approdo sicuro garantito finalmente da tempestive, inequivocabili
ed efficaci soluzioni alla situazione emergenziale. Tuttavia l’incertezza dilagante
e il nebuloso orizzonte che si offre ancora oggi al nostro sguardo ci inducono a
rievocare una nota e amara constatazione: Dum Romae consulitur, Saguntum
expugnatur”.

Preside del liceo A. Diaz Luigi Suppa