ELEZIONI REGIONALI. Raffica di ricorsi e tanti dubbi sul voto di domenica. Scende in campo la presidente del Tribunale Casella che sta guidando personalmente i lavori dell’unica verifica che conta

24 Settembre 2020 - 18:11

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Vuole controllare in prima persona tutto il procedimento di verifica e per questo motivo non ha delegato e sta presiedendo personalmente i lavori dell’ufficio Elettorale Circoscrizionale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. D’altronde, come abbiamo scritto e denunciato durante la lunga non-stop sul voto, tantissime cose non hanno funzionato nei seggi e neppure in Prefettura, al punto che solo nella serata (tarda) di martedì, a 36 ore di distanza dalla chiusura dei seggi, quando tutte le altre regioni avevano già dato  ormai da una vita vincitori e sconfitti, eletti e “trombati”, sono stati ufficializzati i verdetti della Campania, bloccati per almeno 8 ore solo e solamente dai dati che non arrivavano dalla provincia di Caserta, precisamente da Arienzo, Capua e San Prisco. Poi da Arienzo e San Prisco e infine da una sola sezione di Arienzo che ci dicono abbia spedito direttamente i plichi in tribunale, senza farli passare in Prefettura, paralizzando l’attribuzione dei seggi su scala regionale che siamo stati obbligati ad anticipare perché, onestamente, non se ne poteva più.

Una situazione di cui la presidente del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Gabriella Maria Casella, è stata consapevole sin da quelle ore concitate di martedì e lo è diventata ancor di più di fronte alla messe di ricorsi presentati da molti candidati, a partire da quello formalizzato proprio stamattina dal giornalista Geo Nocchetti i cui conti non tornano affatto. Una posizione che esprime a nostro avviso una ragione valida quanto evidente, come riteniamo di aver sufficientemente dimostrato in un articolo che vi invitiamo a rileggere CLICCANDO QUI.

Se un presidente di Tribunale ritiene di dover essere presente personalmente, significa che esiste la necessità di un presidio che garantisca la piena regolarità del processo elettorale. E siccome i dati ufficiali, quelli veri, che contano e che determinano i seggi assegnati, non sono quelli delle prefetture o del ministero dell’Interno, ma quelli che sono certificati dagli uffici elettorali circoscrizionali, che poi li trasmettono per ratifica, all’ufficio elettorale regionale, attivato presso la corte di Appello di Napoli, ecco che il giudice, il massimo giudice del tribunale sammaritano, ha ritenuto di dover imprimere il suo marchio, che è quello della responsabilità istituzionale e democratica. Per cui, a questo punto, visto ciò che è capitato con i voti strambi della lista Fare Democratico-Popolari e quello che vi abbiamo raccontato stamane sulle preferenze non attribuite al sindaco di Ruviano, Roberto Cusano, sarà bene attendere che sia l’ufficio elettorale di Santa Maria Capua Vetere e il presidente del tribunale Casella in persona a stabilire tutto ciò che c’è da stabilire per una completa e corretta certificazione del risultato di domenica e lunedì scorsi.