GUARDA IL VIDEO. Giulio Golia de “Le Iene” faccia a faccia con Lazzaro Cioffi nel carcere militare di S. MARIA C.V: “Sono innocente, ho un alibi”

3 Aprile 2025 - 10:18

Cioffi ha poi affermato che dietro al suo arresto ci sarebbe una strategia della criminalità organizzata: «Dato che noi arrestavamo tutti, facevamo sequestri, la camorra si è organizzata per farci mettere in galera».

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MADDALONI – Giulio Golia, inviato de Le Iene, ha fatto visita a Lazzaro Cioffi, nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, carabiniere arrestato e condannato a 10 anni di reclusione per corruzione intestazione fittizia di beni e concorso esterno in traffico di droga. Cioffi è accusato di aver fornito informazioni riservate a Pasquale Fucito, ras del Parco Verde di Caivano.

Il suo nome è, inoltre, associato all’omicidio di Angelo Vassallo il sindaco di Pollica assassinato il 5

settembre del 2010. Nel corso del faccia a faccia con Giulio Golia richiesto proprio dall’ex brigadiere, Cioffi, ha ribadito la sua innocenza in merito all’accusa del sindaco di Pollica secondo l’Antimafia, nel quale sarebbe intervenuto anche il colonnello dei carabinieri, Fabio Cagnazzo, all’epoca in servizio al Nucleo investigativo di Castello di Cisterna, per depistare l’inchiesta. L’omicidio, sostiene l’accusa, così come abbiamo raccontato in decine di articoli, sarebbe stato compiuto per impedire a Vassallo di rivelare gli elementi che aveva raccolto in merito a un presunto traffico di droga a cui avrebbero preso parte, dice l’accusa, proprio Cagnazzo, Cioffi, Cipriano, Giovanni Cafiero e Domenico, Giovanni e Federico Palladino. Cioffi è stato interrogato dai pm la scorsa settimana. Ai microfoni di Italia Uno, l’ex militare dell’Arma ha riferito che il giorno dell’assassinio, lui era a una festa di comunione con la famiglia a Roccarainola.

La difesa di Cioffi ha inviato in Procura la foto che lo ritrae alla festa, a conclusione della quale, stando alla ricostruzione dei legali, l’indagato andò a concludere la serata, con la moglie, all’evento Miss Suessola, a cui partecipava la figlia. E ci sarebbero diverse persone che lo avrebbero visto in quella circostanza. Nel corso dell’intervista, Cioffi ha detto anche di essere convinto che dietro questa vicenda ci sarebbe una macchinazione
proprio della camorra, che aveva l’obiettivo di liberarsi di lui e di Cagnazzo perché investigatori scomodi.

Nel corso dell’intervista, l’ex brigadiere ha ribadito la sua innocenza riguardo all’omicidio del sindaco di Pollica: «Non ho ucciso io Vassallo, per capire la storia bisogna mettere in fila tutte le ‘paparelle’». Un’accusa pesante nei suoi confronti arriva dal pentito di camorra Romolo Ridosso, il quale ha affermato che fu proprio Cioffi a sparare per uccidere Vassallo. L’ex brigadiere ha respinto con forza queste affermazioni: «Se Romolo Ridosso dice che l’asino vola, ci credono? Dove sono le prove? Dove è la droga? Ridosso ha parlato solo per evitare la pena».

Cioffi ha poi sottolineato di avere un alibi per la sera dell’omicidio: «Sull’agenda di mia moglie c’è scritto che io quel giorno ero a una comunione a Roccarainola». La moglie Emilia D’ Albenzio, figlia del boss Domenico o’ faraone, deceduto, ha mostrato anche alcune foto dell’evento a Le Iene per confermare la versione del marito: «È finita alle 9:30 di sera, dopo sono andato a Cancello Scalo a un concorso di bellezza di mia figlia. Ho tanti testimoni».

Cioffi ha poi affermato che dietro al suo arresto ci sarebbe una strategia della criminalità organizzata: «Dato che noi arrestavamo tutti, facevamo sequestri, la camorra si è organizzata per farci mettere in galera».

L’alibi di cui ha parlato, qualora dovesse rivelarsi veritiero, escluderebbe che l’ex carabiniere abbia avuto un ruolo operativo nel raid di piombo ad Acciaroli, circostanza che, però, non gli viene contestata

Sarà il processo a fare chiarezza sull’intricata storia del delitto Vassallo. Intanto la prossima settimana, in Cassazione si affronterà il ricorso presentato dai legali di Cioffi, gli avvocati Giuseppe Stellato e Franco Liguori, che punta ad annullare il provvedimento cautelare emesso l’anno scorso dal gip del Tribunale di Salerno in cui l’ex brigadiere è accusato di concorso in omicidio e traffico di droga

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