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INFERNO DI LAMIERE. Oggi si cammina, ieri no. Eppure il Campania è pieno

22 Dicembre 2018 - 19:08

CASERTA (g.g.) – All’interno del centro commerciale Campania, nel vicino outlet la Reggia, come pure nelle altre strutture commerciali attigue, viene segnalato, in questi minuti, un afflusso non inferiore a quello di ieri sera.
Eppure, stasera, come si vede dalla foto che pubblichiamo in evidenza il traffico pur essendo sostenuto corre tranquillamente mentre 24 ore fa, come pure si vede nella foto che esponiamo a fianco di quella odierna, la conurbazione casertana ha vissuto una delle giornate e delle serate più problematiche della propria storia, con decine di migliaia di persone letteralmente imprigionate lungo tutte le direttrici: quella di viale Carlo III, quella che da Maddaloni porta ai centri commerciali attraverso l’area interporto, il tratto autostradale da Napoli a Caserta sud, quello da Caserta sud a Caserta nord, tutta l’area della città capoluogo, viale Lincoln in testa e l’intero rione Acquaviva.  Insomma, un disastro. Fortunatamente, non c’è stato bisogno dell’intervento di un mezzo di soccorso; fortunatamente non c’era alcun cretino che ha fatto esplodere un petardo all’interno del Campania, nel quale c’erano veramente migliaia e migliaia di persone. Se fosse successo qualcosa, l’unica strada sarebbe stata quella dell’elicottero, il quale sarebbe giunto probabilmente in ritardo.

Quell’inestricabile matassa di lamiere ha cominciato a diradarsi solo a mezzanotte.
Ma allora cosa è successo tra ieri e oggi? Per caso quelli del Campania che stanno, per loro merito per carità, guadagnando più di un milione di euro al giorno, hanno pensato bene di risparmiare, non dotandosi del servizio di gestione del mega parcheggio che, al contrario, abitualmente viene utilizzato il sabato e soprattutto la domenica? Eppure, i dati storici segnavano col bollino rosso, anzi nero, la giornata del 21 dicembre che, per di più, quest’anno, cadeva anche di venerdì.
Di questa storia, nessuno parlerà più nei prossimi giorni. Sapete perché? Non perché non si sia trattata di una vicenda di una pericolosità inaudita, ma semplicemente perché non c’è scappato il morto. Perché semplicemente alle decine di migliaia di persone che brulicavano in un chilometro quadrato, non è successo nulla. In un Paese serio se ne accerterebbero le responsabilità di quello che è successo. Ma questo è un Paese serio?