LA NOTA MARCIANISE. La verità giudiziaria e l’opportunità politica: ecco perché la nomina dell’ingegnere Giacco peggiora la deriva morale del sindaco Velardi e della sua amministrazione

13 Febbraio 2021 - 17:22

MARCIANISE – Francesco Giacco, di professione ingegnere negli enti pubblici, è un non colpevole. Qualcuno che ci legge spesso, potrà dire: ricominciate con questa lagna banale, scontata!

Banale e scontata una beneamata cippa, perché in questo posto che trasuda di sostanze dagli odori fragranti, bisogna precisarle cento volte al giorno le cose, di fronte ad una politica talmente bieca e in malafede da essere pronta a rifugiarsi stabilmente nella strombatura di un presunto giustizialismo che figuriamoci se può appartenere a gente liberale come noi.

Sapete a cosa serve richiamarci alla cattiva pratica forcaiola? A buttarla in ammuina, in modo tale da distrarre la gente, i cittadini, i lettori, sul nocciolo di certi nostri articoli.

Che è sempre uno ed uno solo: la malagestione della cosa pubblica.

E allora dobbiamo scrivere ancora una volta che Francesco Giacco è un non colpevole. Però, nel momento in cui lo abbiamo dichiarato e ribadito, basta così.

La nostra è una definizione appartenente al Diritto.

è uno status indiscutibile che va presidiato affinché nessuno possa dire che ci sia già ora un fatto di colpevolezza nelle accuse che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola ha mosso a suo tempo all’ingegnere Giacco, il quale, da dirigente dell’Area Tecnica del Comune di San Giuseppe Vesuviano è stato rinviato a giudizio, unitamente al sindaco pro tempore Antonio Agostino Ambrosio. Entrambi accusati in concorso tra loro di scambio elettorale, tentato delitto (perché il reato non si è poi consumato) e concussione per il rilascio di una licenza richiesta nel 2010.

La politica, che giustamente si è indignata di fronte ai processi sommari intentati impropriamente da certi Pm, si è posta, però, negli ultimi anni, anche il problema della malagestione, dei fenomeni di ampia e conclamata corruzione esistenti nella Pubblica Amministrazione e negli enti locali.

Una condizione che può essere paragonata a una sorta di cappa che incombe sugli uffici in cui si eroga a vario titolo la funzione amministrativa e che toglie credibilità a queste aree fondamentali dello Stato.

Da qui, giusto per fare un esempio, sono nate norme come quelle contenute nella legge Severino che hanno incuneato nel sistema delle garanzie democratiche e liberali, imperniato sul principio che una persona diventa rea, colpevole solo dopo che una sentenza di condanna, pronunciata nei suoi confronti, è divenuta definitiva.

Il cuneo normativo consiste nell’aver cercato di definire con chiarezza una differenza tra ciò che appartiene strettamente al Diritto e alle sue funzioni inquirenti e giudicanti, e quello che invece appartiene alla politica, la quale, per riconquistare credibilità, deve almeno provare ad essere al di sopra di ogni sospetto. In questa direzione la legge Severino prevede che un funzionario o un dirigente pubblico, pur condannato solo in primo grado per reati attinenti alla sfera della sua azione professionale, debba essere sospeso.

Nel momento in cui si distingue, senza sotterfugi e senza giochini dialettici il piano giudiziario da quello politico, si può tranquillamente considerare quello dell’opportunità un principio fondamentale nell’esplicazione delle funzioni amministrative.

Per cui, ritornando all’ingegnere Giacco, se questi è non colpevole per lo Stato di Diritto lo è anche per la politica, che però considera l’aspetto dell’opportunità, la quale induce a dare comunque valore alle circostanze che un Procuratore della Repubblica, cioè della Repubblica Italiana, non della Nuova Zelanda, e che un giudice di un tribunale italiano ritengono prevalenti gli elementi di colpevolezza rispetto a quelli di non colpevolezza al punto da considerare giusto ed equo un rinvio a giudizio e dunque la realizzazione di un processo penale.

E allora se il segno del punto di vista importante di un giudice è totalmente irrilevante nella definizione di uno status giuridico di colpevole o non colpevole, questo stesso punto di vista incide e diventa dirimente nei procedimenti amministrativi, nei quasi si incunea il problema dell’opportunità che può rendere, per l’appunto, inopportuna, l’assunzione di un non colpevole sul quale, però, pesa un giudizio di convinzione di colpevolezza da parte del magistrato inquirente e del giudice requirente.

E d’altronde, se negli avvisi pubblici, finalizzati ad individuare figure professionali di primo piano, ci sono certi requisiti che, inseriti in un ragionamento giuridico costituirebbero una inaccettabile deriva verso forme autoritarie di uno Stato che non sarebbe più di Diritto, e che invece in un ragionamento politico-istituzionale toccano la sfera dell’opportunità, ci sarà anche un perché.

Recita, al riguardo, testualmente, uno stralcio dell’avviso pubblicato dal Comune di Marcianise per individuare la figura del Dirigente del V Settore, che ha competenze su materie quali Ambiente, Ecologia, Urbanistica, Patrimonio e Suap:

“(…) non aver riportato condanne penali e di non avere procedimenti penali pendenti; nel caso
contrario indicare il tipo di reato e gli estremi del provvedimento (la dichiarazione va resa anche se

sia intervenuta estinzione della pena, amnistia, indulto, condono o perdono giudiziale, sospensione
condizionale della pena o sia stato accordato il beneficio della non menzione nel certificato
generale del Casellario Giudiziale);”

L’ingegnere Francesco Giacco, il non colpevole, ha avvertito il Comune di Marcianise di avere un carico pendente che non riguarda peraltro la sua vita di privato cittadino, ma l’esercizio della stessa funzione che sta già svolgendo al Comune di Marcianise?

Il processo a carico suo e del sindaco di San Giuseppe Vesuviano è iniziato nel primi mesi del 2017. Al 99% è ancora in corso, visti i tempi ridicoli della giustizia italiana.

Ora, l’unica possibilità che Giacco aveva di non informare il Comune di Marcianise ricorreva nel caso in cui avesse riportato una assoluzione dai reati ascrittigli. Attenzione, un diritto al silenzio valido solo nelle more del periodo che va dal pronunciamento della sentenza di assoluzione a quello della presentazione di un eventuale ricorso in Corte di Appello da parte della Procura inquirente, che rideterminerebbe uno status di carico pendente aperto.

Diciamocela tutta: questi primi mesi della nuova amministrazione di Antonello Velardi sono stati un autentico disastro.

Come dimostrano gli eventi relativi ai lucrosi incarichi a tre ingegneri per la messa in sicurezza delle scuole, e come dimostra anche questa vicenda della scelta, monocraticamente compiuta, alla fine di un colloquio, dal sindaco Antonello Velardi, di dotare il Comune ai sensi dell’art.110 del Tuel dei servigi dell’ingegnere Francesco Giacco come dirigente del V Settore.