LE INCHIESTE DI CASERTACE. Nel capoluogo la monnezza è un pozzo senza fondo. Con il solito gioco di prestigio, a colpi di determine, l’ormai mitico Franco Biondi spende anche 200 mila euro al mese per l’umido

21 Aprile 2020 - 17:55

Vi ricordate la storia dell’impresa Gesia dei Sorbo in concordato preventivo sostituita da un’altra impresa dei Sorbo senza ipoteche giudiziarie addosso? Siamo andati oltre. E’ uscita una terza impresa che integra i servizi che la seconda che non potrebbe portare avanti

CASERTA (g.g.) – Leggere una determina o più determine scritte da Franco Biondi è sempre un’esperienza antropologicamente interessante. Badate bene, non abbiamo scritto amministrativamente o giuridicamente interessante. Perché i 20 anni che questo dirigente ha trascorso all’interno delle stanze del comune di Caserta, voluto lì dall’allora sindaco Luigi Falco, a cui si deve il prezioso lascito di quest’autentica generazione di fenomeni che solo in stipendi e varie indennità sarà costata alla città una cinquantina di milioni di euro ma che è stata in grado di fondare e sviluppare una scuola di antropologia, aribadate bene, non una scuola giuridico-amministrativa, ma, ribadiamo, di antropologia. Franco Biondi, Carmine SorboGiovanni Natale, cugino dell’allora assessore ai Lavori Pubblici targato Forza Italia Carlo Marino, oggi sindaco del PD. E ancora, Gianmaria Piscitelli e l’uomo della penna rossa che spiccava in ogni foto che lo ritraeva, Gioacchino Petrella. Ricordate com’era Caserta vent’anni fa? Ora, affacciatevi al balcone e vedete com’è diventata. Sappiate che al di là del segno del vostro giudizio, al di là del fatto che per assurdo la possiate considerare migliorata, oppure, in una condizione di piena facoltà mentale, la possiate, al contrario, considerare peggiorata, il merito o il demerito è di questo gruppo, della generazione di fenomeni allevata e svezzata da Gigi Falco e che nel corso degli anni si è anche avvalsa di quelle che nei film americani definiscono guest star, primo fra tutte il cocco di Nicola Cosentino, Maurizio Mazzotti. L’intoccabile ingegnere sammaritano, vero eroe dei due…forni, avendo comandato sia con il centrodestra, sia con il centrosinistra.

CASERTA COMUNE CONSOLARE

Oggi Biondi è il vero console del comune di Caserta. Lì, diciamocela tutta, non conta un cazzo nessuno, né gli assessori, né (tanto meno) i consiglieri comunali, che però mantengono in piedi la scena per non perdere quei 600/700 o anche 1.000 euro al mese che, in pratica, senza far nulla, intascano. Caserta è in mano ad una diarchia, a due consoli. Uno si chiama Carlo Marino e l’altro si chiama Franco Biondi.

DALLA GESIA DEI SORBO (IN CONCORDATO) ALLA SORGEKO DEI SORBO: LA VASELLINA LA PORTANO I CASERTANI

Già da agosto ci stiamo occupando, e non poco, della vicenda dello smaltimento della frazione umida dei rifiuti della città capoluogo. Diversi articoli sono usciti sull’incredibile passaggio di consegne, orchestrato e attuato da Biondi, il quale in pratica assorbe in sé tutte le deleghe comunali, tra la Gesia, società della famiglia Sorbo in gravi crisi e formalmente dentro ad una procedura di concordato con continuità aziendale, e la Sorgeko, che è in pratica la stessa cosa ma che si differenzia dalla Gesia solo per minuscolo, infinitesimo, insignificante particolare: non ha creditori (leggi ex dipendenti) che l’hanno messa in mora. Per cui, un giorno all’improvviso…, Sorbo-Gesia scopre di non poter erogare il servizio di stoccaggio e collocazione di rifiuti umidi nella sua piattaforma di Pastorano, e per questo motivo, Biondi, direbbero i francesi, d’emblée, attribuisce direttamente, come si trattasse di noccioline americane e non di assegni mensili che variano dagli 80 mila ai 120 mila euro, a Sorbo-Sorgeko lo stesso incarico da svolgere, indovinate dove? Ma naturalmente negli impianti della piattaforma di Pastorano che per Sorbo-Gesia non sono all’altezza, mentre lo sono per Sorb0-Sorgeko.

Noi, questo schifo, l’abbiamo scritto, raccontato fino a confrontarci civilmente con l’avvocato della giudice del Tribunale fallimentare di Santa Maria Capua Vetere che ha prodotto a suo tempo la decisione con cui è stata attivata la procedura di concordato, la quale si svolge sotto la tutela (almeno così dovrebbe essere) dal professore oggi in pensione, ordinario di Diritto Commerciale all’Università di Napoli, Amedeo Bassi, da Pietramelara.

FRANCO BIONDI: UN VERO FUOCO PIROTECNICO DI DETERMINE: CIFRE DA CAPOGIRO CON IL TERZO INCOMODO

A posto con la nostra coscienza e ormai ben consapevoli che cose come queste, il più delle volte, a Caserta passano in cavalleria senza che nulla succeda, siamo tornati oggi sul luogo del delitto.

Franco Biondi, evidentemente non contento della sua prima opera d’arte di mezz’estate, ne ha realizzato una seconda di inizio autunno. Una dozzina di determine, in calce ne pubblichiamo 6 ma ce ne sono ancora, con cui apre le porte ad un’altra azienda, l’Ambiente s.p.a.

Mo’ uno è portato a pensare, in prima battuta che, cavolo, almeno “si sono messi paura” di quegli articoli e hanno tolto di mezzo Sorgeko, individuando un soggetto che, in linea teorica ma non ne siamo affatto sicuri, non dovrebbe avere connessioni parentali o aziendali con la famiglia Sorbo.

Sì, te lo sogni. Come potete leggere dalle determine, se il comune di Caserta, fino al 30 settembre spendeva per lo smaltimento dei rifiuti della frazione umida uno, ora spende due. Perché da un lato Sorgeko non è sparita, anzi è viva e vegeta. Ma siccome ormai è chiaro vista la sequela di malesseri che colpiscono le imprese che la utilizzano, questa cazzo di piattaforma di Pastorano è posseduta da spiritelli che la fanno bloccare, occorre un’altra azienda ancora, perché una non basta.

Un paio di determine a caso: “Tenuto conto della indisponibilità della suddetta ditta ‘Sorgeko SpA’ a ricevere con regolarità e continuità presso i propri impianti tutte le quantità di rifiuti previste (di cui ai Codici CER 20.01.08 20.02.01 – 20.03.02)…”, così scrive Biondi, allora occorre far intervenire Ambiente Spa.

Risultato: ad ottobre l’abbassamento della capacità produttiva di Sorgeko porta ad una formale riduzione del corrispettivo in ragione di 31.977,44 euro. E che gli facciamo a Luciano Sorbo detto Luca la fame? Per carità, non sia mai detto. Per i servigi a scartamento ridotto, ad ottobre, Biondi non impegna più i 100 mila euro programmati, ma 78.022 euro 56 centesimi.

Oh, abbiamo risparmiato (quasi) 32 mila euro. Col “binocolo”. Sempre ad ottobre, ad Ambiente Spa, per questo lavoro ad integrazione Biondi aggiunge 35 mila euro. Con un aggravio di 4 mila euro nel saldo. Abbiamo scritto “aggiunge“, perché evidentemente Ambiente Spa svolge altre attività nella filiera dei rifiuti a servizio del comune capoluogo. I 35 mila euro vanno ad addizionarsi ad altri 75 mila, con un “bollettone finale”, che si esprime con un impegno di spesa di 110 mila euro intascati dalla citata Ambiente Spa.

In attesa di capire se i 75 mila euro sono soldi che questa società già prendeva a prescindere dal malessere delle società di Sorbo, ci limitiamo a dire che ad ottobre, per smaltire e collocare la frazione umida di Caserta, il comune ha speso 113 mila euro, perché, ripetiamo, al momento abbiamo congelati, messi in freezer i 75 mila.

E A DICEMBRE ARRIVA ANCHE BABBO NATALE

Nei documenti che pubblichiamo leggerete anche l’interessantissima operazione che Biondi fa palleggiandosi queste due attività per le prestazioni del bimestre Novembre-Dicembre. Per Ambiente Spa c’è un impegno di spesa di 42 mila euro. Attenzione, però, qualche atto ce lo siamo persi, dato che nella determina viene scritto “Saldo Novembre + Dicembre 2019″. Per cui è certo che la società abbia incassato un acconto e che, quindi, questi a questi 42 mila ne vanno aggiunti altri in grado di valicare quota 50 mila.

Occhio ad un particolare, anche in questo caso antropologico e non amministrativo, Biondi fa una sola determina per Ambiente Spa datata 30 dicembre, nella quale impegna, come detto, la somma di 42 mila euro ma senza suddividerla tra le competenze di novembre e quelle di dicembre. Questo ha un senso, o meglio l’avrebbe, perché forse un errore antropologico Biondi lo fa. Nel momento in cui il dirigente manifesta la motivazione che giustifica l’erogazione dei 42 mila euro, scrive, infatti, modello copia e incolla, la medesima formuletta utilizzata per ottobre. In pratica, do questi soldi ad Ambiente Spa perché integri il lavoro che Sorgeko non riesce a fare. Il non aver suddiviso gli importi da imputare al mese di novembre e a quello di dicembre, lascerebbe pensare che Biondi si sia lasciato uno spazio vitale che gli consenta di non essere proprio precisissimo, ma siccome prima di scrivere la cifra dei 42 mila euro, lui specifica che si tratta dei mesi di novembre e di dicembre e che in questi 60 giorni Ambiente Spa ha integrato il lavoro di Sorgeko, bisogna vedere cos’è successo dall’altra parte, cioè nelle determine riguardanti la ditta di Pastorano.

A novembre, Biondi toglie 4 mila euro, formalizzando una riduzione di spesa. 4 mila euro su 110 mila. Se non siamo al proforma ci avviciniamo molto. A dicembre, però, viene assunto un impegno di spesa di 80 mila euro, come potete leggere nella determina, ma stavolta senza alcuna decurtazione. Per cui, se è vero che Biondi, non specificando l’imputazione al mese di novembre e di dicembre ad Ambiente Spa sembra mantenere la situazione sotto controllo, dall’altro lato specifica però un’altra cosa, cioè che questi soldi, impegnati per l’appena citata Ambiente Spa sono relativi al lavoro di dicembre e novembre. Però, se a dicembre non è stata applicata nessuna riduzione, come potete leggere nella determina in calce, a che titolo sono stati dati i soldi ad Ambiente Spa per l’ultimo mese dell’anno?

SPESE, E CHE SPESE DELLA PRIMAVERA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Chiudiamo con marzo 2020, arrivando alla strettissima attualità. Non abbiamo trovato la determina di riduzione mentre siamo riusciti ad “acchiappare” quella dell’iniziale impegno di spesa pro-Sorgeko pari a 101.800 euro. Abbiamo, poi, trovato, inoltre, la determina che impegna, sempre per marzo, ben 66 mila euro all’Ambiente Spa con la solita cantilena: un lavoro integrativo rispetto alla Sorgeko che non riesce a portarlo a termine. Sia l’impegno di spesa di Sorgeko, sia quello per Ambiente Spa, recano la data del 26 marzo.

LA CENTRIFUGA IMPAZZITA DELLE DETERMINE

Se ritorniamo al discorso iniziale, applichiamo la’attitudine del gambero e torniamo al punto di partenza, il 1 ottobre. In quella giornata il comune di Caserta impegna una somma per il servizio erogato da Sorgeko. 39 giorni dopo, cioè l’8 novembre, già conoscendo la difficoltà della ditta, lo stesso comune di Caserta fa il conto della serva e calcola, come abbiamo detto nelle prime righe di questo articolo, in quasi in 32 mila euro l’importo dei servizi non garantiti dall’impresa di Pastorano. Almeno sul piano logico il discorso è coerente, anche perché l’impegno di spesa a favore di Ambiente Spa viene assunto il 27 novembre. Dunque, si può ipotizzare che il comune di Caserta abbia raggiunto un accordo con quest’ultima azienda, ma praticamente “al buio”. Della serie, voi integrate quello che Sorgeko non fa, poi i conti li facciamo dopo.

A marzo, in tempi di coronavirus, invece, non si capisce quale ragionamento abbia guidato le mosse del Biondi. Dato che il 26 marzo è stato fatto l’impegno di spesa, a questo punto figurativo, per Sorgeko ma anche quello per le integrazioni garantite da Ambiente Spa. Manca ancora la determina di riduzione dei 101 mila euro a Sorgeko, ma a questo punto veramente non si capisce più una mazza, perché quello che Biondi definisce con formula ambigua il “Periodo di marzo” (perché sa bene che quella data non consente di fornire uno preciso spazio temporale), non è neppure terminato il giorno 26 e quindi non dovrebbero essere valutabili, come lo erano ad ottobre, né i servizi ridotti di Sorgeko, né quelli integrativi di Ambiente Spa. Ad inizio del mese, infatti, è stata sempre imputata la spesa per Sorgeko in forza di un’intesa stretta nell’estate scorsa, mentre dopo la fine del mese sono state, in un primo tempo, computate le riduzioni connesse a servizi erogati in forma ridotta. Per cui, leggere la determina dell’impegno di spesa originario, cioè non decurtato a Sorgeko, con dato 26 marzo è amministrativamente incomprensibile, mentre antropologicamente è molto più che comprensibile.

DETERMINA AMBIENTE SPA – OTTOBRE

DETERMINA SORGEKO – OTTOBRE

DETERMINA AMBIENTE SPA – NOVEMBRE (SALDO) + DICEMBRE

DETERMINA SORGEKO – DICEMBRE

DETERMINA SORGEKO – MARZO

DETERMINA AMBIENTE – MARZO