MADDALONI. Non solo macchinette. Vincenzo o’cerretano dette assistenza logistica all’omicidio di De Luca. Farina non fece entrare i casalesi

14 Maggio 2018 - 11:02

MADDALONI (g.g.) E’ solidamente puntellata da dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, alcune di queste datate (è il caso di Antonio D’Addio e di Antonio Farina), altre molto più attuali che sono probabilmente servite quale riscontro delle prime e recano la firma soprattutto di Michele Lombardi, detto o’ cecato e qualcosa forse l’ha detta anche Juri la Mamma. Risultato, l’ordinanza che ha stabilito l’arresto per l’intera famiglia dei Marciano, storici gestori delle macchinette mangiasoldi a Maddaloni.

Partiamo da D’Addio e Farina. Potrete notare che qui il protagonista è soprattutto Vincenzo Marciano, padre dei 4 dei 5 arrestati che, stando a ciò che racconta D’Addio, il camorrista lo faceva sul serio, ben al di la della sua attività specifica sulle macchinette, preceduta nei primi anni duemila anche da interessi seppur non molto grandi, sul mercato della droga, per i quali Vincenzo Marciano era stato anche arrestato.

Ieri abbiamo scritto dei 10 mila euro che secondo Michele Lombardi detto o’cecato Vincenzo Marciano detto o’cerretano avrebbe dato a Vincenzo Micillo come premio per l’omicidio di Mimmuccio o’pazzariello, al secolo Angelo Amoroso, capoclan e determinatissimo ad acquisire il controllo diretto anche del lucroso settore delle slot soppiantando o mettendo in una posizione subalterna, la famiglia Marciano.

Oggi, la narrazione è ancora più grave dato che D’Addio dice che “Era sempre disponibile per qualunque cosa e fu lui che mi venne a prendere quando, dopo l’omicidio DE LUCA, dovevo andare a casa di CAFARELLI. Il trasporto fu fatto a bordo di un Fiorino bianco; fummo staffettati da una Punto guidata da Giovannino di cui ho fatto cenno poco sopra, in riferimento all’estorsione.

Insomma, se non è un concorso in omicidio poco ci manca.

Antonio Farina si sofferma soprattutto sull’attività delle macchinette e sul fatto che lui è stato sempre il garante del monopolio die Marciano. Riuscì a resistere anche alle avances dei suoi amici casalesi, i quali, evidentemente, per nome e per conto di Michele Zagaria, gli spedirono Rodolfo Corvino per proporgli un affare da 10 mila euro al mese netti, salvo aumenti proporzionali alla crescita del giro, in cambio di una presa di controllo dello stesso Corvino e del clan di Casal di Principe, di tutto il mercato delle macchinette nella zona di Maddaloni.

Dettagli ulteriori li troverete leggendo lo stralcio dell’ordinanza che pubblichiamo qui sotto.

 

QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLO STRALCIO DELL’ORDINANZA