MARCIANISE. Quattrini (tanti)&appalti milionari. Una gara disastrosa da 2milioni e 200mila euro. Segnate questi due Comuni: Cancello Arnone e Venafro

5 Aprile 2025 - 19:23

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Una storia partita addirittura nel 2003 riguardante i lavori del primo lotto per l’infrastrutturazione dell’Area Pip della città. Lo scellerato decreto legislativo del governo consente le procedure negoziate anche negli appalti milionari. Ma la cosa che non torna è il motivo per cui, dopo aver dovuto azzerare i termini per la presentazione delle offerte, si sia ripartiti, nonostante un quadro economico sensibilmente modificato, senza azzerare la procedura degli inviti

MARCIANISE – Una brevissima premessa: noi pensiamo tutto il male possibile del decreto legislativo 36, varato, su delega del Parlamento, nel 2023, dal governo Meloni.

Si tratta di un allargamento a dismisura del perimetro di discrezionalità degli uffici e dei dirigenti comunali nella realizzazione di gare d’appalto “macchietta”. In pratica, la cosiddetta procedura negoziata, che favorisce, a nostro avviso, il taroccamento delle aggiudicazioni, può riguardare anche lavori per milioni e milioni di euro.

Non vogliamo assolutamente dire che la procedura di cui ci occupiamo oggi, riguardante il Comune di Marcianise, sia stata taroccata. D’altronde, siamo ancora in una fase non definitoria e dobbiamo attendere l’esito finale. Comunichiamo ai lettori solo il nome di due comuni, uno della provincia di Caserta e l’altro della provincia di Isernia, comunque al confine con Terra di Lavoro: Cancello e Arnone e Venafro. Noi ce li siamo segnati e invitiamo chi ci legge da Marcianise, tanti, a fare altrettanto, perché questa memoria servirà poi eventualmente a valutare se questa gara sarà stata o meno taroccata.

Finita la premessa, diciamo che i Comuni hanno la possibilità di non utilizzare la procedura negoziata, ma, per trasparenza, di adottare la cosiddetta procedura aperta, di per sé più difficile da truccare.

Se non andiamo errati, abbiamo visto in passato che Marcianise ha utilizzato la procedura aperta per appalti di 40mila euro. Oggi, invece, lo stesso Comune, a fronte di un finanziamento di 2.199.000 euro e qualche spicciolo pronti dalla Regione da tempo immemore (quasi vent’anni), per l’utilizzo della legge “porcata”, quella che consente, come detto prima, la procedura negoziata anche per gare di importo così cospicuo.

Si tratta del primo lotto funzionale per l’infrastrutturazione dell’area Pip di Marcianise nell’ambito della “INTESA ISTITUZIONALE DI PROGRAMMA FSC 2000-2006”. Avete letto bene: 2000-2006, mentre oggi siamo nel 2025. Nell’anno 2003 il Comune di Marcianise approvò il progetto preliminare per il primo dei tre lotti proprio in questi giorni di aprile, ossia 22 anni or sono.

Ma la determina, per gli addetti ai lavori e per chi vuole approfondire, la trovate in calce.

Un lavoro disastroso quello dell’Ufficio Tecnico del Comune in carica, e ora vediamo perché.

Saltando a piè pari altri passaggi, arriviamo ai giorni nostri, precisamente al 18 dicembre scorso, quando il Comune di Marcianise, dopo aver nominato quale Rup Pasquale De Filippo e dopo aver assorbito il progetto esecutivo redatto da un’altra funzionaria dell’Utc, Anna Della Medaglia, ha avviato le procedure di gara utilizzando la piattaforma di approvvigionamento digitale certificata (PAD). Traspare che, francamente, noi che ci occupiamo di gare dalla mattina alla sera, avremo incontrato al massimo un altro paio di volte e non certo per situazioni chiarissime. Da questa piattaforma sono stati tratti gli inviti per dieci imprese. L’idea del Rup era quella di fare un’operazione natalizia, che per Casertace di per sé è già roba da allarme rosso.

Il giorno fissato per la scadenza della presentazione delle offerte era, infatti, il 27 dicembre.

Parlare di falsa partenza è dire poco. Una delle imprese concorrenti ha chiesto un chiarimento su una delle voci di misurazione contenute nel Computo Metrico Estimativo allegato al Progetto Esecutivo a base di gara.

Parlare di chiarimento è un eufemismo. Si trattava di un errore molto grave, se è vero come è vero che il Rup è stato costretto a revocare, nel giorno dell’antivigilia di Natale (23 dicembre), i termini per la presentazione delle offerte. Quello che è venuto fuori successivamente è un progetto esecutivo significativamente modificato in un suo allegato fondamentale. Tanto questo è vero che i due piani economici, come potrete rendervi conto leggendo la determina, quello precedente alla revoca dei termini e dunque ai rilievi posti da una delle imprese partecipanti, e quello successivo alla “ripulitura” dell’errore, differiscono significativamente.

L’ultimo, quello prodotto ex novo, è ripartito così:

A LAVORI IMPORTI
a.1 Opere da realizzare a completamento di quelle previste da progetto aggiornate al Prezziario Regionale Campania 2024: Euro 1.499.307,89
a.2 Oneri di sicurezza non soggetti a ribasso di gara: Euro 15.406,20
a.3 di cui Costo della manodopera non soggetto a ribasso: Euro 201.723,05
TOTALE A) Euro 1.514.714,09

Qui si nota, come del resto succede anche per i lavori, una variazione in peggio per il costo del lavoro di poco meno di 80mila euro rispetto al primo quadro economico.

Per quanto riguarda le somme a disposizione del Comune:
b.1 Oneri di conferimento a discarica materiali di risulta: Euro 95.460,78
b.2 Imprevisti: Euro 91.850,37
b.3 Spese Contributo ANAC: Euro 660,00
b.4 Spese gara e pubblicità: Euro 10.000,00

Totale: Euro 197.971,15

SPESE TECNICHE
c.1 Incentivo personale interno 2% (art. 45 del D. Lgs 36/2023): Euro 30.294,28
c.2 Spese tecniche da affidare a soggetti esterni all’Ente (Progettazione, direzione lavori, Collaudo, Coordinamento Sicurezza, etc.): Euro 90.000,00
c.3 Accertamenti, indagini, smaltimento, rifiuti speciali e bonifica: Euro 143.211,42
TOTALE C) Euro 263.505,70

D IVA
d.1 IVA al 10% sui lavori: Euro 151.471,41
d.2 IVA al 10% su Oneri di conferimento a discarica materiali di risulta: Euro 9.546,08
d.3 IVA al 10% su imprevisti: Euro 9.185,04
d.4 IVA al 22% su Spese gara e pubblicità: Euro 2.200,00
d.5 IVA al 22% su Spese tecniche (comprensivo 4% CNPAIA): Euro 19.800,00
d.6 IVA al 22% su Accertamenti, indagini, smaltimento, rifiuti speciali e bonifica: Euro 31.506,51
TOTALE D) Euro 223.709,04

Risolto un po’ ingloriosamente il problema del computo metrico, l’Ufficio Tecnico di Marcianise ha riaperto i termini di presentazione delle offerte congelando le dieci imprese già scelte.

Noi stiamo facendo ricerche normative e giurisprudenziali. Ma di fronte a un errore così marchiano e alla necessità di una correzione tanto vistosa dei termini della gara, sembrerebbe logico ripartire da zero.

E invece no. Questa può essere una scelta di tipo tecnico, ma anche di altro genere. Per capirlo bene dovremmo acquisire informazioni precise su quante, tra le dieci imprese invitate, abbiano presentato l’offerta.

Abbiamo aperto l’articolo citando due comuni e lo chiudiamo alla stessa maniera: Cancello Arnone e Venafro.