MARCIANISE. DIOSSINA. Zona Lea come una serra. Velardi firma l’ordinanza dopo il festival delle cazzate a cura dell’ARPAC e dell’ASL di Caserta

1 Novembre 2018 - 13:20

Marcianise – Un giorno o l’altro si dovrà pure fare un calcolo di quanto costino ai cittadini della Campania i dipendenti dell’ Asl di Caserta.

Quel numero dovrà essere poi confrontato con una cifra di produttività, costruita su di un’attenta analisi degli atti amministrativi erogati dai dirigenti e partecipati, in misura differente, da impiegati, funzionari etc.

Salterebbe fuori un dato che, forse, sarebbe anche inferiore a quello  della Pubblica Amministrazione Ugandese ai tempi del dittatore cannibale Amin.

Sabato scorso, abbiamo pubblicato un documento firmato da due dirigenti del distretto di Marcianise. Una espressione tranquillizzante che, se non avesse riguardato una cosa molto seria, avrebbe fatto “schiattare di risate”.

Citando dei fantomatici rilievi di una sezione specializzata dei Vigili del Fuoco, le due avevano realizzato che i comuni vicini ai capannoni della Lea, andati a fuoco, cioè Marcianise, Portico, San Marco Evangelista e Capodrise non correvano alcun pericolo di inquinamenti.

Noi di Casertacè ricostruimmo l’intera vicenda e ci rendemmo conto che il rilevamento a cui l’Asl faceva riferimento  era una modalità standard di verifica di andamento dei venti realizzata per un minuto, forse un minuto e mezzo, ad uso   esclusivamente interno.

Quella verifica era servita a posizionare i tanti uomini dei Vigili del Fuoco, impegnati nello spegnimento, in modo da non correre forti rischi da intossicazione da fumo.

L’Asl, invece, lo aveva trasformato in una sorta di rapporto scientifico basato sulla osservazione dei venti per diverse ore successive all’innesco dell’incendio.

Oggi, leggiamo che il sindaco di Marcianise Antonello Velardi, che essendo quello che è, va preso con le molle a prescindere, annuncia in uno dei suoi scritti quotidiani, pubblicati su facebook, che l’Asl gli ha chiesto, anzi, gli avrebbe chiesto, di emanare una ordinanza in cui vieta l’accesso nella zona prospiciente allo stabilimento Lea

Nostro malgrado, vi dobbiamo svelare da cosa dipende quest’altra puttanata  frutto della combinazione di cotanti ingegni.

L’altro giorno, quegli altri fresconi dell’ ARPAC, hanno scritto una relazione che recava la firma in calce del Governatore Ponzio Pilato.

Hanno detto che nel giorno dell’incendio vicino al capannone Lea, nel raggio di circa 300 m, avevano registrato una concentrazione di inquinanti molto, ma molto superiore all’unico indice di riferimento esistente, non essendo la materia specifica regolata da alcuna legge o da alcun regolamento nazionale: il parametro tedesco, che, essendo tale ha un’altissima possibilità di essere affidabile.

Dai 300 m in giù, allontanandosi dal cerchio  che circonda la Lea, quel parametro scendeva da 34 a 0,00…etc trasformando, in pratica, il trecentunesimo metro in una riproduzione di un parco nazionale del Trentino o della Baviera.

Quelli dell’ Asl, che già avevano fatto un figurone eccezionale, avendo incrociato  dei pressapochisti che li superavano addirittura, in superficialità e risibilità dei metodi di analisi, hanno preso il proverbiale terno, deresponsabilizzandosi completamente e comunicando al sindaco di Marcianise un dato che è stato assunto nelle ore in cui il deposito bruciava ancora.

Velardi, dal suo canto, ha preso il secondo terno, perché grazie a questa filiera di cazzate, evidenti anche agli occhi di un bambino di tre anni, ha potuto alimentare, ancora una volta, la sua fame incontrollabile e inestinguibile di uomo che si sente un gran figo quando cavalca e controlla con decisione i momenti solenni, decisivi, in una cornice di protagonismo , divenuto l’unico fattore della sua altrimenti impalpabile azione amministrativa.

Insomma, una barzelletta. La solita

E se qualcuno pensa che questa nostra ricostruzione sia sbagliata, chieda ai Vigili del Fuoco che da giorni strabuzzano gli occhi di fronte a tutto ciò e difronte al tentativo di una loro strumentalizzazione, a cui non vogliono assolutamente prestarsi.

Clicca qui per leggere il documento dell’ASL Casertahttps://casertace.net/wp-content/uploads/2018/11/doc-asl-.jpg