CASERTA. Mensa scolastica, alunni discriminati e umiliati alla Collecini: bambini senz’acqua perché presunti morosi

10 Ottobre 2022 - 15:35

In calce la lettera di alcuni genitori che annunciano battaglia. Il consigliere comunale Pasquale Napoletano pronto a inoltrare un’interrogazione a sindaco ed assessore.

CASERTA Ciò che accade in questa città ha dell’incredibile. L’ennesimo episodio ce lo segnala il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Pasquale Napoletano, che ci inoltra la lettera di alcuni genitori di bambini frequentanti l’istituto Collecini e che annuncia un”interrogazione al sindaco Carlo Marino e agli assessori competenti “sul fatto increscioso e gravissimo avvenuto in una scuola cittadina”.
“Indipendentemente dalle azioni che già stamattina alcuni genitori porranno in atto e che mi auguro siano condotte celermente a termine, intendo immediatamente richiedere al dirigente competente la copia di tutti gli atti che regolano l’appalto della mensa scolastica in essere e quelli della sua regolamentazione, nonché quelli relativi alle modalità attraverso le quali il Comune, che già gode di un sistema digitale di verifica delle posizioni di ogni singolo genitore in merito all’assolvimento dei dovuti pagamenti, effettua ogni provvedimento successivo all’accertato e veritiero mancato pagamento. In ogni caso – sottolinea Napoletano – già da oggi, ritengo che i responsabili di quanto accaduto, lungo tutta la catena di comando delle procedure, debbano scusarsi con i genitori degli scolari mortificati pubblicamente, iscrivendosi fin da subito anche a un corso accelerato di educazione civica e delle norme che regolano in Italia la privacy dei cittadini”.

Ecco

cosa è accaduto alla scuola Collecini.

LA LETTERA

Nella giornata di venerdì 07/10, nella classe IV A del plesso di Sala-Briano dell’Istituto Collecini, è accaduto un fatto degno di essere portato a conoscenza di tutti.

All’uscita della scuola, alle 16,00 trattandosi di scuola a tempo pieno, alcuni bambini hanno raccontato di essere stati oggetto di una segnalazione plateale davanti a tutta la classe – maestra compresa – all’inizio del pasto.

Di seguito il racconto dettagliato dell’accaduto come riferito, in maniera identica, da 3 bambini.

Dopo aver distribuito i piatti e le bottigliette d’acqua, l’addetta alla mensa, munita di apposito elenco, ha sciorinato i cognomi di una parte dei bambini.

Terminato questo appella ha detto: ”Chi di voi non è stato nominato in questo elenco alzi la mano”

I bambini che non erano stati citati hanno alzato la mano e l’addetta alla mensa ha proceduto al ritiro della bottiglietta d’acqua ai bambini presunti morosi!

In totale spregio della privacy e dell’umanità che andrebbe riservata ad ogni PERSONA, questi bambini sono stati umiliati ed in qualche modo “puniti” col gesto vergognoso di togliergli le bottigliette previste con il pasto.

Che un fatto del genere accada in una scuola pubblica è indegno.

Una precisazione: i bimbi in questione sono in assoluta regola con i pagamenti della refezione scolastica e NESSUNA comunicazione di irregolarità è stata fatta ai relativi genitori.

Altra precisazione: sul gruppo whatsapp della classe, nei giorni scorsi, sono arrivati messaggi da parte delle maestre in cui si sollecitava i genitori a controllare lo stato dei pagamenti perché alcuni bambini non risultavano in regola. Questo nonostante ci sia, dall’anno scorso, un sistema digitale attraverso il quale viene gestito tutto il flusso della refezione scolastica e attraverso il quale si sarebbe potuto e dovuto contattare i genitori per verificare eventuali irregolarità. Contatto che, ovviamente, doveva partire dall’ ufficio della refezione scolastica del Comune e non certo attraverso le maestre e i gruppi whatsapp.

Si ripete che non c’è l’ombra di alcuna irregolarità per i pagamenti della refezione dei bambini che sono stati oggetto di questi fatti.

Le considerazioni da fare sono tante e nessuna positiva.

Due in particolare saltano all’occhio di chi ha vissuto questa vicenda:

  1. In spregio alla privacy e alla logica dei moderni sistemi digitali, l’eventuale (e inesistente) irregolarità è stato comunicata a TUTTI (dalle maestre, agli addetti alla mensa fino ai bambini di 9 anni) ma non ai diretti interessati.
  2. L’atto di elencare i cognomi dei bambini non in regola con i pagamenti davanti a tutta la classe, inclusa la maestra, è stato un gesto indegno di un paese civile e di una scuola pubblica a cui affidiamo quotidianamente i nostri bambini nell’ intento e speranza che vivano quelle ore in un clima di inclusione e rispetto reciproco.

In chiusura di questa triste vicenda si nota che le responsabilità sono davvero tante (dall’ufficio della refezione scolastica, agli addetti alla mensa ed alle maestre che non hanno in alcun modo tutelato né la privacy né la dignità dei loro alunni) e che sembra davvero assurdo che si sia arrivati ad umiliare in questo modo dei bambini di 9 anni senza che alcuno degli adulti coinvolti in tutto questo processo si sia posto la domanda: ma stiamo procedendo in modo corretto?

Ovviamente tutte le responsabilità verranno accertate e, dove previsto, punite secondo le attuali normative ma è necessario portare a conoscenza di più persone possibili eventi di questo tipo.

E’ vero che fatti del genere qualificano una parte del personale e non tutta l’ istituzione scolastica ma lasciano grossi dubbi sulla tranquillità con cui, noi genitori, possiamo affidare i nostri figli a queste istituzioni.