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Processo ad Angelo Grillo e al super dirigente Asl Crisci. Il Pm fa perdere le staffe al legale di difesa Barletta. Udienza sospesa, atti spediti all’ordine degli avvocati

20 Settembre 2018 - 17:44

CASERTA (Tina Palomba) – Scandalo e corruzione all’ASL di Caserta. Udienza infuocata celebrata questa mattina dinanzi al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il presidente del collegio giudicante Donatiello si è visto costretto dalla situazione a trasmettere gli atti all’Ordine degli avvocati affinché questo valuti se esistono le condizioni per un procedimento disciplinare nei confronti dell’avvocato Alberto Barletta, difensore dell’imputato Raffaele Crisci, il quale ha parlato espressamente durante l’udienza di partigianeria del presidente Donatiello in favore delle tesi e delle prerogative dibattimentali della pubblica accusa rappresentata in aula dal Pubblico Ministero Luigi Landolfi.

Il primo interrogatorio ha riguardato, l’imputato Pasquale Valente, uuomo di totale fiducia dell’imprenditore marcianisano Angelo Grillo, la figura criminale principale sulla vicenda delle tangenti e dei rimborsi record delle sue fatture da parte dell’Asl di Caserta, nel contesto di una vicenda giudiziaria arci-conosciuta.

Lei quindi faceva tutto quello che gli diceva Grillo? Se Grillo gli diceva abbassati pantaloni lei se li abbassava? Se le diceva di chiamare prostituta alla Bonacci lei pure lo faceva?” Ha domandato il Pm in maniera tanto provocatoria, quanto efficace. Naturalmente Landolfi ha voluto tentare di dimostrare davanti al tribunale a che livello arrivasse il grado di sudditanza e acritica obbedienza del Valente nei confronti del suo capo Angelo Grillo.

Valente ha tentato di difendersi, in particolare ha spiegato a proposito delle regalie agli imputati, ad esempio i cesti di natale e le uova di Pasqua: “Non sapevo che venissero consegnati con le buste di mille euro ai dipendenti. Io ci mettevo” – ha dichiarato Valente – “solo i bigliettini con i nomi sopra e  li consegnavo. Non so che cosa c’era all’interno“.

Il secondo imputato ascoltato è stato Raffaele Crisci, un colletto bianco tra i più importanti e potenti all’interno dell’Asl di Caserta, imputato in questo processo e indagato in altri procedimenti; colui che pagò la famosa fattura da 700 mila euro in un’unica soluzione dando la stura alla prima indagine della Direzione distrettuale Antimafia. Ed è durante questo interrogatorio che si sono consumati i momenti di più dura e diretta polemica tra il pubblico ministero Luigi Landolfi e Alberto Barletta, l’avvocato di Crisci e il presidente del collegio Donatielo, il quale, però non ha mai perso la calma, dimostrandosi fermo e, allo stesso tempo, serafico.

Il Pm Landolfi, a un certo punto, si è trovato nell’impossibilità materiale nel continuare a porre domande sulla questione dei presunti favori nei rimborsi delle fatture che Grillo ha, come abbiamo già scritto prima, ricevuto. Le continue interruzioni da parte dell’avvocato difensore Barletta hanno costretto, infine, il presidente Donatiello a far rinviare l’udienza al 29 novembre.

Nessun favoritismo alla società di Grillo” ha detto Crisci nel suo intervento. Il 29 novembre, salvo che il Pm chieda un supplemento di tempo al collegio, non ritenendo completo il suo esame il dirigente dell’Asl sarà la volta del contro-esame da parte del suo focoso legale Alberto Barletta.

Nel collegio difensivo presenti gli avvocati Francesco Nacca per Pasquale Valente e per gli altri imputati: Carmine D’Onofrio, Alfonso Martucci, Carlo De Stavola.