TUTTE LE FOTO. ARRESTATO IMPRENDITORE CASERTANO. Noleggio auto, macchine rubate e i pezzi di ricambio a prezzi stracciati

4 Aprile 2025 - 18:31

IL RESOCONTO UFFICIALE espresso in un comunicato stampa della procura di Aversa Napoli Nord (CLICCA QUI PER IL LANCIO)

TRENTOLA DUCENTA – Nell’ambito di un’articolata attività di indagine diretta da questa Procura della Repubblica, personale della Stazione Carabinieri di Trentola Ducenta ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari – emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord – nei confronti di P.S., 50enne di Trentola Ducenta titolare di una società di autodemolizioni e di M.V., 30enne di Mugnano di Napoli titolare di una società di autonoleggio, oltre che del sequestro preventivo della società di autodemolizione attualmente operante sul territorio di Trentola Ducenta.

Le investigazioni hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti delle persone sottoposte alle indagini in ordine alla commissione dei reati di riciclaggio, appropriazione indebita e favoreggiamento personale.

Le condotte antigiuridiche poste in essere dai predetti si inquadrano in una fitta e stabile rete di attività di smontaggio di parti meccaniche e di carrozzeria di autoveicoli e motoveicoli risultanti provento di furto o appropriazione indebita e di demolizione di veicoli sottoposti a sequestro amministrativo, come modalità di dispersione del bene sottoposto al vincolo con il consenso del proprietario custode e, in alcuni casi, falsificandone i documenti o evitando di acquisirli nel registro di carico e scarico dei rifiuti della società di demolizione, il cui titolare era ben consapevole della provenienza non lecita del bene.

La minuziosa attività investigativa prende avvio a seguito di una segnalazione da parte di una società di noleggio di autovetture con sede nel Nord Italia, che comunicava ai Carabinieri di Trentola Ducenta la presenza di un localizzatore satellitare all’interno di un’autovettura della quale la società proprietaria aveva perso le tracce, che portava all’identificazione di una carcassa di motore adagiata sul pavimento dei locali della società di demolizione di P.S. con sede in Trentola Ducenta.

L’immediato controllo permetteva di risalire all’autovettura abbinata a quel telaio ed appurare che la stessa fosse provento di appropriazione indebita da parte di M.V., titolare della società di noleggio oggetto di indagini.

I successivi sviluppi investigativi permettevano poi di capire come M.V. avesse utilizzato documenti intestati a persona inesistente per registrare la consegna del veicolo alla società di demolizione, predisponendo anche un falso contratto di sub-noleggio dell’autovettura, così in realtà appropriandosi indebitamente del veicolo noleggiato tramite la propria società da quella proprietaria del mezzo, facendolo demolire presso la società del complice P.S..

Nel prosieguo delle indagini, venivano acquisiti i filmati estrapolati dal sistema di videosorveglianza dell’azienda e veniva installato un sistema di video-sorveglianza all’esterno dei locali della società di demolizioni, nonché disposti ulteriori controlli con l’ausilio dell’intervento dell’Arpac, così accertando tutti gli illeciti commessi dalla società di autodemolizioni anche in materia ambientale.

Da ciò, si ricostruivano in dettaglio ulteriori attività di riciclaggio poste in essere personalmente e materialmente, oltre che per il tramite dei propri dipendenti, dal titolare della società, su autovetture provento di furto e/o sottoposte a sequestro amministrativo che i legittimi proprietari dell’agro-aversano e del napoletano ne denunciavano falsamente il furto e/o la perdita di possesso.

La verifica veniva altresì estesa ai documenti contabili dell’azienda, accertando che le autovetture/motoveicoli di cui il titolare era certo della dubbia provenienza non venivano mai annotate nel registro di carico/scarico dei rifiuti obbligatorio per i demolitori.

Le parti di macchine/motoveicoli smembrati di provenienza illecita venivano così verosimilmente immessi sul mercato ad un prezzo inferiore con guadagni notevoli.

Al culmine dell’articolata e minuziosa attività d’indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e delegata ai militari dell’Arma – che ha fatto emergere la gravità dei reati commessi e del fenomeno collaterale dei furti di autovettura – il Giudice delle indagini preliminari di Napoli Nord ha disposto, oltre alla misura degli arresti domiciliari a carico degli indagati, anche il sequestro preventivo della società di autodemolizione “al fine d’interrompere la commistione tra attività lecite/illecite ed i conseguenti profitti illeciti provenienti dall’attività di riciclaggio dei veicoli, che vanno dunque a confondersi, o meglio a fondersi, con l’attività della società”.

La società e le quote della stessa saranno affidate alla gestione dell’amministratore giudiziario nominato.