GIALLO A MARCIANISE. Sul permesso a costruire richiesto dall’Outlet compare un presunto ordine del sindaco con tanto di presunta firma

 

 

MARCIANISE (G.G.) – Vi eravamo debitori del terzo e ultimo motivo che ha scatenato definitivamente la crisi dei rapporti tra i due ex sodali Antonello Velardi e Gennaro Spasiano.

Non potremo dilungarci più di tanto, non perché la questione non lo meriti, ma semplicemente perché è talmente delicato l’antefatto da rendere necessario la semplice e asciutta espressione della notizia, con il corollario di una sola domanda.

L’Outlet di Marcianise, attraverso l’amministratore della società “Capri Due” che lo gestisce, ha presentato istanza il 20 aprile 2018 per ottenere un permesso a costruire di cui leggete in calce.

Il 14 agosto dello stesso anno, cioè circa 6 mesi fa, la Sovrintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio, cioè quella frutto della riunificazione della vecchia Sovrintendenza Archeologica di Caserta e Salerno e della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Caserta e Benevento, ha liberato un parere pienamente positivo sull’intervento riguardante la Masseria Leonetti, un’immobile che si trova all’interno del perimetro del citato Outlet e che evidentemente Capri Due vuole adattare a struttura commerciale attraverso un progetto redatto dall’architetto marcianisano Domenico Di Carluccio.

Insomma, una navigazione placida e apparentemente pacifica rispetto al diritto che il richiedente possedeva affinché i lavori potessero iniziare in tempi rapidi.

Il 6 dicembre scorso, un Gennaro Spasiano divenuto all’improvviso un vero e proprio Ogm, scriveva un atto attraverso cui, dettagliando ogni passaggio con dovizia puntigliosa da funzionario svizzero, dunque geneticamente modificato, attribuiva il permesso e dunque il titolo per l’apertura del cantiere.

Embè? Dove sta il problema?

Il problema sta dietro le quinte, dato che, per comprendere fino in fondo il Gennaro Spasiano che non t’aspetti, cioè quello circostanziato, quasi chirurgico nella definizione dei motivi che hanno giustificato questa concessione, non è sufficiente rimanere fermi all’analisi degli atti ufficiali, o meglio, gli atti ufficiali vanno letti e guardati con una visuale diversa da quelli ordinari. Sul permesso a costruire del 6 dicembre, come potete vedere dalla foto che pubblichiamo qui a fianco, sono scritte a penna le seguenti parole: “Negativo! Non autorizziamo!”.

Sotto a quest’ultima parola c’è una firma che, all’apparenza, sembra quella del sindaco Antonello Velardi.

In poche parole, si è portati a dedurre che il sindaco Velardi abbia prima fatto un commento (“Negativo!”) a dir poco opportuno, poi (“Non autorizziamo!”) abbia compiuto un reato. Perché non ci vuole un professore universitario di diritto amministrativo per spiegare che la potestà su questi atti amministrativi, nel caso di specie su un permesso a costruire, tocca solo e solamente al dirigente del settore di competenza.

Mai e poi mai un sindaco, ai sensi della legge Bassanini, può interferire nel processo amministrativo di formazione e di redazione di un atto concessorio, prerogativa esclusiva del già citato dirigente. Se lo facesse, si macchierebbe, a nostro avviso, quantomeno del reato di abuso di ufficio.

Attenzione, però: non c’è alcuna prova che, nonostante una calligrafia pressoché uguale a quella pacificamente originale, nonostante una firma sovrapponibile a quella pacificamente originale, quella sia effettivamente una nota scritta dal sindaco di Marcianise Antonello Velardi.

Concludendo questo articolo, non possiamo esimerci da ciò che inutilmente, da più di un anno, ripetiamo sulle firme false della lista “Orgoglio Marcianisano”, che ha contribuito in maniera importante all’elezione a sindaco di Velardi.

Non possiamo non restringere questa vicenda a due soli possibili sviluppi, ben sapendo, però, che alla fine, come sta succedendo per le firme, l’inerzia delle cose incrocerà la terza via, quella dell’oblio.

Se quelle note non sono state scritte dal sindaco Velardi, allora questi non può non presentare una querela o anche una denuncia per affermare che qualcuno abbia cercato di incastrarlo, confezionando ad arte una straordinaria imitazione della sua calligrafia e della sua firma. Magari c’è ancora qualche spione in giro, a Marcianise, qualche James Bond all’acquapazza che si diverte a fare il buontempone.

In caso contrario, se effettivamente il sindaco Velardi ha scritto quelle note, non accolte da Spasiano in un momento in cui i due erano già diventati cane e gatto, allora, siccome la legge non ammette ignoranza, il sindaco non può suggerire o addirittura ordinare che un permesso a costruire debba o non debba essere rilasciato.

Ora cosa succederà? Assolutamente niente, come sempre.

DINIEGO-AUTORIZZAZIONE

PERMESSO-A-COSTRUIRE-OUTLET