IL GRANDE IMBROGLIO ASL. 147 assunti in otto mesi per un concorso da 46 posti. L’aspirante nuovo direttore generale Blasotti architetto dell’operazione

20 Giugno 2022 - 13:14

L’ultimo allargamento-amnistia è arrivato manco a dirlo precisamente a garantire proprio il posto fisso del fratello del sindaco di Aversa. Poi, leggendo le motivazioni che il citato Blasotti ha utilizzato per chiedere l’altra beneficiata di 34 posti del dicembre scorso e che potete leggere in calce all’articolo, si capisce tutto, ma proprio tutto

CASERTA (g.g.) – La vergogna della sanità pubblica casertana non è certo un fatto di oggi. Era amministrata schifosamente già nel 2000, anzi, nel 1999, anno in cui il sottoscritto ha iniziato ad occuparsi delle notizie di questa terra. In ogni stagione ho sempre scritto, dai tempi del direttore Francesco Testa, per gli amici Ciccio ‘a capocchia, che quello descritto era sicuramente il punto più basso, l’espressione di un livello al di sotto del quale non si poteva andare per quanto fosse vergognosa la mala gestione che lo connotava.

E invece, per ogni nuovo direttore generale che arrivava, ne ricordiamo qualcuno giusto per fare degli esempi, Francesco Bottino, poi passato alla guida dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano, poi oggetto di diverse vicissitudini giudiziarie, Paolo Menduni, Mario De Biasio, eravamo costretti a spostare l’asticella più in basso, ripetendo ogni volta il rituale assertivo dell’impossibilità fisica,  di andare più giù.

In verità, il cammino dell’età e l’esperienza ci ha indotti, pur avendo osservato, durante la gestione di De Biasio e Arcangelo Correra, mentre il direttore amministrativo era sempre lui, l’inamovibile Amedeo Blasotti, le proverbiali “cose che voi umani…“, ci siamo ben guardati dal dire che il livello raggiunto, in pratica a pochi chilometri di distanza dal nocciolo infuocato e rovente del centro Terra, fosse ulteriormente peggiorato.

E abbiamo fatto bene, come facciamo bene ad essere di nuovo prudenti oggi rispetto a ciò che sta succedendo, rispetto ad una gestione che, da almeno un anno a questa parte, appartiene solo nominalmente al direttore generale Ferdinando Russo, ma  in realtà  espressa dal vero uomo forte di questa compagnia di giro dei presunti e sedicentissimi manager della sanità campana: stiamo parlando  ancora una volta di Amedeo Blasotti. Non a caso, è impedicato di diventare direttore generale, stabilendo un record nazionale di permanenza nella stessa Asl per ben 15 anni, dieci trascorsi da direttore amministrativo e i prossimi cinque da direttore generale.

Però, stavolta veramente occorre innalzare una sorta di monumento alla prudenza per ipotizzare che ci possa essere in futuro qualcosa di peggio rispetto alla gestione in corso.

I 150 assunti per effetto di un concorso ridicolo, le cui graduatorie sono state aperte già tre volte, avete letto bene, tre volte, fino ad arrivare ad un numero di assunti  che supera molto più triplo, cioè il 350% dei posti effettivamente messi a concorso, per allargare la platea degli assunti, rappresenta agli occhi di chi ne ha viste tante un fatto realmente senza precedenti per numero di persone coinvolte ma soprattutto per le modalità e i metodi scandalosi che hanno riattivato le riaperture in un graduatoria che vede quelli che sulla carta sono tra i peggiori classificati, oggi firmano un contratto a tempo indeterminato, al di là, ma molto al di là della propria preparazione e della loro qualità professionale.

Mai avremmo pensato che l’allargamento, dagli iniziali 46 ai 99 dell’ottobre scorso, da 99 a 130 del dicembre successivo, dunque in quest’ultimo con un fabbisogno proveniente praticamente dal nulla, visto che due mesi prima, nel momento in cui facevano altre 53 assunzioni non sapevano che a distanza di 50 giorni ne sarebbero occorse altre 30 . Va ricordato che il primo allargamento di ottobre andava ad alterare il numero degli assunti che solo poche settimane prima, sempre ad ottobre,  erano state ufficializzate con la carta d’identità dei 46 vincitori., gli unici veri vincitori del concorso.

Oddio, una battuta ce la concedemmo nel momento in cui scrivemmo di questa seconda beneficiata, di questa seconda amnistia risalente al dicembre scorso: avendo ormai imparato a memoria l’elenco dei nomi, notammo che -nonostante questa roba sia confrontabile, a nostro avviso, con il metodo adottato in passato dalla regione autonoma della Sicilia che portò all’assunzione di decine di migliaia di forestali – un nome eccellente era comunque rimasto fuori, cioè quello di Angelo Golia, fratello dell’attuale sindaco di Aversa Alfonso Golia, iscritto dai tempi del ribaltone al partito (si fa per dire) di Giovanni Zannini.

Facemmo la battuta, ma francamente mai avremmo pensato che l’avrebbero fatto per davvero. E invece, non solo lo hanno fatto, ma sono andati anche oltre.  E sapete perché l’hanno fatto? Per il solito motivo che noi più volte esponiamo: se chi lavora con incarichi di dirigenti o politico istituzionali nella pubblica amministrazione casertana, ma questo vale anche per i quadri intermedi, ha maturato la fondata convinzione, ripetiamo, fondatissima che qualsiasi porcheria lui faccia, ciò, casistica alla mano, non gli comporterà alcun rischio di essere quantomeno indagato, è ovvio che si spingerà sempre più in là.

Sapete, allora, quanti ne hanno presi in quest’ultimo, pazzesco e a nostro avviso illegittimo terzo  allargamento della graduatoria? Da 131 a 147. Perciò noi diciamo che hanno la faccia tosta, la faccia di bronzo e l’arrogante sicumera di chi ritiene di non dover più neppure salvare le apparenze e di poter, dunque, stare rilassato perché la spudoratezza con la quale si muoverà gli costerà al massimo un paio di articoli di CasertaCE, giornale di successo, ma attorno al quale il partito della ricotta ha stretto una sorta di cordone sanitario, tenendolo ben distante dalle rassegne stampa della regione Campania e togliendolo, come sta avvenendo anche in questi giorni, dalla possibilità accedervi  dai PC di impiegati, dipendenti e funzionari dell’Asl di Caserta.

Non una volta ci hanno risposto. Perché loro contano sulla distrazione e sulla diserzione di chi dovrebbe far qualcosa per impedirglielo. Dunque, la graduatoria è stata allargata fino al numero 147, cioè fino alla casella occupata da Angelo Golia, fratello del sindaco aversano Alfonso, che si permette anche di scrivere peana elogiativi nei  sul senso della legalità del suo ex assessore Benedetto Zoccola, che lui e solo lui, ha costretto alle dimissioni. Neppure a 150, giusto per far vedere, sono arrivati. Proprio a 147. Come per dire la sanità è cosa nostra e noi facciamo tutto quello che cazzo ci pare.

Siccome per accontentare il 147esimo hanno dovuto assumere anche altre persone, magari non raccomandate e unico fatto positivo di questa storiaccia, non si è voluto concedere altro a chi non aveva padrini e sponsor. Quindi, 147. La cosa dà nell’occhio? E chi se ne fotte.

Torniamo a Blasotti. Nel dicembre 2021 era lui il motore della seconda beneficiata, quella dei 34. Era lui che chiedeva di allargare l’area degli assunti. Leggete cosa si è inventato: “[…] Vista l’urgenza e la necessità di garantire un’adeguata risposta all’emergenza epidemiologica da covid-19 e data l’imminente apertura di nuovi hub vaccinali tra i quali anche quelli destinati alla popolazione pediatrica“.

Dunque, a dicembre 2021 Amedeo Blasotti, direttore generale in pectore dell’Asl Caserta scrive che occorrono altri 34 collaboratori amministrativi laureati (anche con Pegaso, non c’è problema) per gli hub vaccinali.

Gli hub vaccinali erano aperti già da un anno. Si, è vero che a Teverola ne sarebbe stato attivato uno pediatrico, così in zona Iperion a Caserta, ma ad ottobre era cosa già nota e non aveva portato alla necessità di allargare ulteriormente la platea dei nuovi assunti. Ci si era fermati a 99, senza arrivare a 130. E anche le motivazioni di carattere generale che Blasotti espone sul fabbisogno aumentato dei distretti e sulla rotazione resa necessaria dai pensionamenti costituiscono spiegazioni risibili nel momento in cui diventano motivi per l’assunzione di altre 34 persone a neanche due mesi di distanza dall’assunzione, tramite l’allargamento della graduatoria, di altri 50 candidati.

E’ del tutto evidente, dunque, che le motivazioni siano altre, che nulla c’entrino i pensionamenti, i fabbisogni, ben che meno quella puttanata sugli hub vaccinali. Il motivo è uno solo: la famelica pressione della politica, dei consiglieri regionali di maggioranza, da portarsi bene in vista delle nomine dei direttori previste da lì a sei mesi.

Poi c’era il fratello del sindaco di Aversa. E sempre per creare un clima più sereno, più propizio a che un vero e proprio plebiscito da parte dei vari Zannini, Bosco, in parte Oliviero, Caputo potesse portare in carrozza il secondo casoriano consecutivo dopo Russo, cioè Blasotti alla poltrona di direttore generale la cui nomina è attesa di qui a una decina di giorni.