CARINARO. “L’appalto sulla rete fognaria di via Piave è irregolare e illegittimo”, la minoranza pretende chiarezza

16 Novembre 2022 - 15:55

In calce la dettagliata nota protocollata dai consiglieri del Pd Marianna Dell’Aprovitola, Paolo Sepe, Giovanni Zampella, Nicola Sglavo e dai due indipendenti Stefano Masi e Rachele Barbato.

CARINARO Presunte irregolarità amministrative sulla procedura d’appalto per la messa In sicurezza idraulica della rete fognaria nei pressi del ponte di via Piave, a Carinaro. E’ questo l’oggetto della missiva che i consiglieri comunali di minoranza hanno inoltrato al segretario comunale Carlo Della Peruta ed al responsabile dell’Area Finanziaria. A sottoscrivere la nota, protocollata ieri, i consiglieri del Partito democratico Marianna Dell’Aprovitola, Paolo Sepe, Giovanni Zampella, Nicola Sglavo ed i consiglieri indipendenti Stefano Masi e

Rachele Barbato.

Della vicenda, Casertace si è occupata in più occasioni, per denunciare il rischio della perdita del finanziamento Pnrr di circa un milione e 250mila euro e la “sciagurata” idea dell’amministrazione guidata da Nicola Affinito di fare del Comune di Carinaro una stazione appaltante (clikka e leggi),

sia per replicare al comunicato stampa che il primo cittadino Affinito ha inoltrato dopo quel nostro primo articolo (riclikka e rileggi).
Oggi, è l’opposizione a sottolineare le irregolarità amministrative su quella procedura d’appalto. Nella nota, che pubblichiamo integralmente in calce a questo articolo, i sei consiglieri sottolineano che, come scrivevamo proprio noi, “non sarebbe stato rispettato il termine perentorio del 23 agosto 2022 per l’affidamento dei lavori; il Comune non avrebbe potuto bandire la gara in proprio, stante gli obblighi di cui all’ art. 52, comma 1.2, D.L. n.77/2021. L’amministrazione comunale, nella persona del sindaco Nicola Affinito, ha però vigorosamente difeso la legittimità della procedura adottata dagli uffici. E’ del tutto evidente che qualora le tesi relative all’irregolarità della procedura dovessero essere fondate ci troveremmo al cospetto del concreto rischio di revoca del finanziamento in corso d’opera, di una procedura di aggiudicazione nulla e, di conseguenza, sarebbero colpiti dalla nullità tutti gli atti conseguenti quali, solo a titolo esemplificativo, il contratto d’appalto, le determine di liquidazione degli stati d’avanzamento e i relativi mandati di pagamento”. Per tale ragione gli esponenti della minoranza pretendono di conoscere quali sono le azioni che si intendono porre in essere al fine salvaguardare l’Ente da possibili contenziosi, nonchè evitare che si creino situazioni di squilibrio finanziario e/o danni erariali di ingente valore, oltre che per ripristinare la legalità violata”.